Aaron Swartz: un “suicidio” di stato?

Occupandoci di Internet non possiamo rendere omaggio, a un anno dalla sua morte, ad Aaron Swartz, autore di “Guerrilla Open Access Manifesto”; che a 14 anni scrisse le specifiche di RSS 1.0 e a 17 partecipò alla stesura della licenza Creative Commons. Aaron credeva in una Internet veramente libera.
Aaron_Swartz«L’informazione è potere. Ma come con ogni tipo di potere, ci sono quelli che se ne vogliono impadronire. L’intero patrimonio scientifico e culturale, pubblicato nel corso dei secoli in libri e riviste, è sempre più digitalizzato e tenuto sotto chiave da una manciata di società private. Vuoi leggere le riviste che ospitano i più famosi risultati scientifici? Dovrai pagare enormi somme a editori come Reed Elsevier.
C’è chi lotta per cambiare tutto questo. […]»

Così inizia “Guerrilla Open Access Manifesto” scritto da Aaron Swartz. Aaron Swartz aveva 26 anni quando, l’11 gennaio di quest’anno (2013), si è suicidato. «È stato ucciso dal governo», titola il “Chicago Sun-Times” citando Robert Swartz, il padre di Aaron. E, in una dichiarazione la famiglia aggiunge: «L’ufficio del procuratore degli Stati Uniti ha avanzato una serie di accuse particolarmente dura, arrivando potenzialmente a più di 30 anni di carcere, per punire un presunto crimine che non aveva provocato vittime».
Ma che crimine aveva commesso Aaron per essere perseguitato in questo modo?
Aaron è stato accusato di 13 capi d’imputazione, in base al “Computer Fraud and Abuse Act” (CFAA – Legge contro l’abuso e la frode informatica) e, qualora fosse stato ritenuto colpevole, sarebbe potuto essere condannato a oltre 30 anni di prigione federale e al pagamento di una multa di oltre un milione di dollari.
Nel luglio 2011 Aaron fu incriminato per avere scaricato 4,8 milioni di documenti dal database Jstor (Journal Storage), presumibilmente con l’intenzione di metterli a disposizione di tutti.
Jstor è un archivio digitale che comprende oltre 1000 riviste accademiche, e come per la maggior parte delle banche dati accademico, si deve pagare per accedere alla loro consultazione. Il prezzo però non è l’unica limitazione di accesso: Jstor accetta solo iscrizioni da istituzioni. Questo significa che un qualsiasi studioso indipendente, un ricercatore senza un ente di appartenenza , un precario sono automaticamente esclusi. Questa non è nient’altro che una forma di privatizzazione della conoscenza, perché né gli autori né i revisori sono pagati per il materiale pubblicato: anzi molte volte i testi sono prodotti di studi finanziati da fondi pubblici, se non addirittura di lavoro volontario.
Due giorni prima del suicidio di Aaron, il procuratore degli Stati Uniti nel Massachusetts, Carmen Ortiz (scelta dal presidente Obama, contro Aaron) e gli assistenti Stephen P. Heymann e Scott L. Garland hanno respinto un accordo che avrebbe mantenuto Aaron fuori dal carcere.
«Era in corso in una lezione di grande visibilità, – ha detto Harvey Silverglate, avvocato delle libertà civili, a Cambridge, Mass. – che ha migliorato le carriere di un gruppo di magistrati e di una in particolare, molto ambiziosa – politicamente ambiziosa – che ama avere il suo nome in luce».
E, in effetti, la Ortiz è una stella nascente del Partito Democratico, tutta legge-e-ordine-pubblico: Il “Boston Globe” ha riferito che la Ortiz è un potenziale candidato come governatore del Massachusetts. Fedeli “servitori dello stato”, che mirano a una carriera politica: quale migliore garanzia per uno stato se non quella di portare al potere politico un suo fedele servitore per garantire quello che non è un fenomeno  naturale ma creato dalla legge.
Dai più Aaron è stato descritto come un genio, un hacker (hacker “buono” hanno scritto molti giornalisti; se almeno si documentassero sui principi fondamentali dell’etica hacker …). Certo non lo si può negare, a 14 anni scrisse le specifiche di RSS 1.0 (Really Simple Syndication – è uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web), a 17 partecipò alla stesura della licenza Creative Commons, ha partecipato alla fondazione della start up di Infogami, poi fuso con Reddit: un sito di social news in cui gli utenti possono postare link e discutere argomenti. Ma non solo.
Nel 2010, con la sua iniziativa DemandProgress.org è stato uno dei nodi cruciali del movimento di protesta che negli Stati Uniti ha sconfitto il Congresso sull’inasprimento delle leggi del copyright in rete: la Stop Online Piracy Act (SOPA – Legge per fermare la pirateria Online) e la Protect Intellectual Property Act (PIPA – Legge per la Protezione della proprietà Intellettuale). Leggi che hanno avuto il sostegno di industrie potenti, come le major di Hollywood: ma uno sforzo di base guidato da Swartz e da altri, ha obbligato il Congresso a ritirare quei progetti di legge. Una battuta d’arresto importante per chi utilizza le leggi sulla “proprietà intellettuale” per impedire la condivisione delle informazioni.
Dicono che si sia ucciso, perché vittima di depressione: per quanto possa essere falso in bocca a chi l’ha perseguitato e minacciato, per difendere i profitti di qualcuno, è vero che Aaron soffriva di depressione.
Stress, ansia per un futuro sempre più incerto, insonnia e depressione, sono gli stati di una generazione precaria, cui la rete impone una virtualizzazione dei rapporti sociali: impone una solitudine fisica.
Il suicidio sta diventando un fenomeno fondamentale dei nostri tempi e di tutta una generazione che rifiuta di sopportare il peso intollerabile della violenza cui è sottoposta.
Pochi giorni dopo che Aaron si è tolto la vita, la Ortiz ha cancellato tutte le accuse.

Da un giornale semiclandestino del 2013.

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